Primo percorso

1 2 3 4 5 6 7 8 9
 

Secondo percorso

10 11 12 13 14 15 16 17 18
 

Terzo percorso

1 2 3 4 5 6 7 8 9
 
 

I tre percorsi del GCM, inseriti in un bosco secolare, inducono il giocatore a riflettere attentamente su ogni colpo sviluppandone le attitudini strategiche.

Nelle prime 9 buche del campo di gara il mio consiglio quello di privilegiare la precisione, studiando con attenzione tutte le insidie che gli ostacoli del percorso possono portare.

Sulle seconde nove buche invece è indispensabile una buona lunghezza nei colpi. I giocatori non dotati di grande lunghezza potranno infatti recuperare, in più di una buca, intorno ai greens per cercare di salvare il par.

Le buche più difficili sono:

  • La buca 1; un par cinque che, anche se il green può essere raggiunto in due colpi dai giocatori più lunghi, riserva molte insidie e necessità di notevole precisione attorno al green.
  • La buca 2 e la 5; la loro lunghezza rende ancora più insidiose le naturali difficoltà tipiche del loro tracciato.
  • La buca 8; senza ombra di dubbio la più tecnica del percorso.
  • La buca 15; questa buca, quando viene giocata dai tee di campionato, diventa molto lunga per giocatori di ogni livello.
  • La buca 18; oltre a essere una buca lunga e delicata per la presenza del fuori limite è quella in cui si decide la gare e il risultato. Diventa quindi la buca in cui si subisce la maggiore pressione psicologica.

Il Golf Club Milano, sebbene appartenga al novero dei campi storici italiani ed europei, con l'indubbio vantaggio di conservare quel fascino e quella tradizione ormai desueti nei circoli moderni, offre un campo e dei green in ogni caso attualissimi.

Giancarlo Grapasonni.